adatto a: radio o sala predisposta all'interno di una mostra inerente la Grande Guerra.

Radiodrammi

Il drammatico e commovente scambio di lettere durante il periodo della Prima Guerra Mondiale tra una madre e un figlio, divisi dal confine invalicabile del fronte.

Annamaria Rossano (madre), Tommaso Banfi (figlio), insieme alle musiche composte e suonate da Johannes Bickler, riportano il pubblico indietro nel tempo, alle vicende turbolente e tragiche di una famiglia italo-austriaca, divisa dal combattimento e unita nella sofferenza.

Anne Block vive a Innsbruck, è vedova dell’italiano Ruggero Palmieri e madre di Rolando, che dalla sua “nuova patria” entrerà a fare parte del Regio Esercito Italiano nel 1913, per poi precipitarsi negli orribili fatti di guerra che seguiranno.

Non solo Rolando sarà testimone di una pagina tragica della storia ma vivrà in prima persona l’assurdità di combattere l’altra sua parte austriaca.

E’ un racconto di umanità, sofferenza e divisione, di condizioni estreme dell'uomo in tutte le sue forme.

 

Scritto e diretto da Johannes Bickler e Annamaria Rossano

Musiche di Johannes Bickler

RECENSIONI E COMMENTI

Il secolo breve, come lo definì Eric J. Hobsbawm, si concluse con il crollo del Muro di Berlino nel novembre del 1989, ma iniziò con la Prima Guerra Mondiale che in questo senso fu sicuramente il primo conflitto moderno ovvero con una produzione industriale di armamenti, con eserciti di massa, con l’introduzione di nuove tipologie di armamento come la mitragliatrice (già impiegata in passato ma il cui reale impatto militare si apprese solo nelle trincee tra il 1914 e il 1918), l’aviazione (il cui primo utilizzo bellico fu degli italiani in Libia nell’ottobre 1911), il lanciafiamme, i gas, i carri armati. Il carattere moderno di quello scontro bellico è inoltre testimoniato dalla sistemazione internazionale che ne seguì perché, pur essendo poi stata rivista profondamente nel 1945, conteneva già in sé i semi della politica internazionale del XX secolo e oltre: la fine degli imperi con la nascita di nuovi protagonisti della scena globale (Unione Sovietica, la nuova sistemazione della Jugoslavia, le svariate nazionalità nell’Europa dell’Est e la nuova organizzazione del Medio Oriente che seppur con alcune modifiche ha retto fino alla recente crisi siriana e all’avanzata dello Stato Islamico). Al contempo però la Prima Guerra Mondiale scoppiò ancora come una guerra vecchio stampo figlia del XIX secolo: tattiche militari in linea, divise colorate, monarchie e imperi spesso strettamente imparentati tra loro che si scontrano, scarsa o nulla meccanizzazione delle forze armate.

Nel Radiodramma troviamo un po’ tutti questi elementi, e molti altri, messi in forma artistica. Troviamo la modernità nella vivida descrizione di quando il protagonista, Rolando Palmieri ufficiale artigliere nell’esercito italiano, si trova a vivere in prima persona il fuoco dell’artiglieria nemica. La pioggia di ogni tipo di ordigno, la distruzione che ne comporta e i segni psicologici che questa nuova esperienza bellica lascia (ne sono testimonianza le migliaia di pazzi che ritornarono dal fronte) si trovano nel racconto accompagnate da un sottofondo di tamburi che rende molto bene l’idea del bombardamento quasi a trasportare l’ascoltatore dentro il campo di battaglia.

Rolando ci mostra poi la triste vita della trincea fatta di intere giornate o settimane con nulla da fare nell’attesa che accada qualcosa, di mancanza di acqua piuttosto che di beni di prima necessità, ma anche dell’osservare i morti in putrefazione nella terra di nessuno. Sono immagini che si riallacciano a molta della letteratura sulla Prima Guerra Mondiale da Lussu, Un anno sull'altipiano a Jünger, Nelle tempeste d’acciaio e che rendono come nessun’altra la realtà quotidiana del conflitto e la prospettiva del soldato sul campo di battaglia.

Ma nel Radiodramma troviamo anche l’esaltazione per la guerra che fu tipica della generazione che la iniziò e l’apparente contraddizione di una famiglia che combatte lo stesso conflitto ma su fronti opposti. Rolando è, infatti, figlio di un italiano emigrato nell’Impero Austroungarico dove sposò un’insegnante di italiano suddita dell’imperatore. Ed ecco che lui fa il servizio di leva in Italia e si trova dall’altra parte del fronte con i cugini, invece, che combattono e muoiono per l’imperatore.

Il Radiodramma ci restituisce un’immagine della guerra ricostruita attraverso tre elementi: il racconto di un soldato che combatte e vive in prima persona l’esperienza bellica e ce la racconta; gli intermezzi di approfondimento storico utili per inquadrare quella narrazione nel contesto storico e politico più ampio e non solo legato al conflitto in sé; l’elemento artistico basato sia sulla musica che accompagna le varie scene conferendo patos alla narrazione, sia sulle poesie di Ungaretti che in poche parole esprimono concetti e visualizzano pienamente il dramma della guerra.

Dr. Andrea Beccaro, Research Fellow, College of Europe, Warsaw

“... un'esperienza edificante, nel senso letterale del termine.  Anzitutto per l'equilibrio della costruzione, la profondità delle considerazioni congiunta alla levità del tono, l'elevatezza dei testi, l'autenticità dei sentimenti espressi, la capacità di far percepire l'insensatezza della guerra, senza mai dichiararla. Efficace la scelta della festa di Natale come catalizzatore dei veri bisogni di tutta l'umanità, di contro a tutto il resto, in primo luogo la guerra, definita "finzione". Il testo accenna, e non poteva essere diversamente, al problema dell'aggressività umana come pulsione costitutiva e al cammino da compiere per regolarla e convogliarne la forza verso esiti positivi.”

Prof. Filippo Mignini – storico della filosofia

BIOGRAFIA DI "TRA UMANO E DISUMANO"

2013

Scrittura e produzione del radiodramma „Tra umano e disumano“.

2014

Produzione della lettura scenica e messa in scena in diversi teatri del Nord Italia, nelle zone dell’ex fronte italo-austriaco.

La radio nazionale tedesca WDR Radio Colonia manda in onda il radiodramma.

2015

Le prestigiose Gallerie d’Italia prendono in licenza il radiodramma durante tutto il periodo della loro mostra dedicata al Centenario dell’entrata in guerra dell’Italia, predisponendo una sala dedicata all’ascolto.

Anche la lettura viene messa in scena nelle gallerie di Milano e Vicenza.

Produzione della versione inglese „Human frailty“ / altre messe in scena nel Nord Italia

2016

Produzione della versione tedesca / altre messe in scena nel Nord Italia

2017

Produzione DVD: all’audio vengono aggiunte delle immagini d‘epoca

produzioni artistiche

Parole Sonore - Taino (VA) - phone: +39 340 388 69 34 - parolesonore@yahoo.it

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